Come costruire un terrario

L'ambiente ideale per allevare le testudo hermanni è sicuramente un ampio giardino.

Tuttavia in particolari situazioni, in vista dell'inverno, può essere necessario realizzare un terrario, per evitare che vadano in letargo:

Ma come costruire in casa un terrario?
Riportiamo a titolo di esempio le istruzioni fornite da alcuni amici della mailing list per costruire  un terrario per  testuggini europee: 

- terrario di Diego
- terrario di Anna E.
- terrario di Gianguido C.
- terrario di Furio M.
- terrario di Mattia B.
- terrario di Piero M.
- terrario di Emma M.
- terrario di Paolo
- terrario di Anna 

Diego: ddellanna@inwind.it

Con l’ausilio di qualche foto, vi elenco i materiali che abbiamo impiegato per costruire il nostro terrario:

Multistrato con spessore15 mm liscio da un lato: abbiamo tenuto all'interno la parete liscia (scivolosa) per evitare che si ribaltino quando si arrampicano. 
Dimensioni: lunghezza 85, altezza 45, profondità 45 cm. 
Il lato sopra è largo 20 cm, il lato sotto 45: ne risulta che l‘apertura d’avanti è inclinata quasi di 45 gradi ed è la vetrina dalla quale si vede l’interno del terrario. Per chiudere la vetrina abbiamo utilizzato un pezzo di plexiglas incernierato sulla parte superiore.

Sulla parete inferiore abbiamo fissato due dischetti in plexiglas che ruotano in modo eccentrico e servono per regolazione dell’apertura del terrario, un contenitore d’acqua alto 8 cm regola la percentuale di umidità che abbiamo tenuto intorno al 60-70%.
Su un lato corto del terrario abbiamo praticato un foro di 7 cm di diametro per il ricambio dell’aria.

Sull’altro lato abbiamo fissato una cassetta di alluminio che contiene il termostato tipo GEFRAN 1000 che regola l’accensione e lo spegnimento di una lampada a raggi infrarossi tipo ZOO-MED da 50 W , mantenendo la temperatura impostata (intorno ai 30 gradi).
La lettura della temperatura avviene tramite una termocoppia .

Inoltre sul soffitto abbiamo fissato un neon a raggi UVB al 5% tipo SILVANIA REPTISTAR lungo 45 cm munito di una parabola che orienta il fascio di luce.

Tutte e due le lampade sono fissate al soffitto; il NEON dista dal pavimento 30 cm  e quella a infrarossi 25 cm; quest'ultima è montata su un portalampade orientabile ( tipo faretto) e scorre su un piccolo binario in modo da poter posizionare il fascio di luce calda alla distanza desiderata.
Le due lampade sono comandate da un temporizzatore giornaliero(24 h) : si accendono alle otto del mattino e si spengono alle diciassette e trenta.
Per evitare che la temperatura durante la notte scenda al di sotto dei 16 C°, è stato montato un termostato che accende due comuni lampade a incandescenza da 15 W di colore blu.
Queste lampade si spengono al mattino , quando l’accensione della lampada a infrarossi riporta la temperatura interna al di sopra dei 16 C°.

Il pavimento è occupato per tre quarti da sassolini ROTONDI con diametro da 5 a 10 mm , qualche foglia secca , un contenitore alto un centimetro per l’acqua da bere , un vaso rettangolare di terracotta tagliato a metà e capovolto per la zona d’ombra.

Le sette piccole nate nel 2001 hanno passato lo scorso inverno l’anno in terrario, ma quest’inverno lo passeranno fuori, dove ho recintato con della rete di acciaio plastificato un pezzo di terreno sotto un pino dove solitamente vanno a fare il letargo quelle adulte. 

Anna E.: ab.stef@tiscalinet.it

Se la permanenza in terrario e' temporanea basta focalizzarsi su pochi punti: presenza ciclo giorno/notte, temperatura idonea ad assicurare l'alimentazione, buona ossigenazione, umidità, pulizia ed evitare raffreddori. 
Se invece il terrario e' utilizzato per lunghi periodi lunghi o se costituisce l'ambiente di una vita (e spero che nessuna tarta debba vivere in terrario tutta la sua vita), bisognerà lavorare molto di fino perché eventuali inconvenienti possono alla lunga essere molto dannosi. 

Il mio terrario serve per circa 3 mesi all'anno ed e' per le sole neonate. 

Il mio terrario e' costituito da un contenitore di plastica trasparente. Sul circa meta' del fondo del contenitore metto una serpentina a basso wattaggio . 
Sulla serpentina appoggio una lastra di plexiglass e quindi copro la lastra con 2-3 cm. di terra del mio giardino. 
Due-tre cm. di terra hanno una ottima capacità assorbente, i liquidi calano in basso e in tal modo lasciano la superficie del terreno quasi asciutta (da urina, vaschette d'acqua rovesciata, liquidi del cibo...) 
Le feci rimangono in superficie e possono essere rimosse giornalmente. 
Ogni tanto tiro via completamente la terra e ne metto di fresca.
Il vantaggio dei fondi "molli" - rispetto a fondi più rigidi - e' che le t. possono divertirsi a scavare e, soprattutto, si possono inglobare nel terreno altri oggetti sporgenti, come sassi, scorze, tavolette di legno, coperchi-abbeveratoi... persino il termometro di controllo da me e' diventato parte del fondo del terrario. 
Così le t. devono e si divertono a scavalcare, fare gradini, ficcarsi sotto dopo aver scavato etc etc. 
E fanno molto esercizio. 
Il vantaggio della terra "vera" - rispetto ad altri fondi molli reperibili in commercio - e' che con la propria terra si e' sicuri che non ci siano sostanze dannose e/o irritanti. 
Pertanto anche piccole ingestioni di terra con il cibo sono accettate e, tutto sommato, altro non fanno che riprodurre l'ormai anche troppo citata "vita in natura". 
Inoltre eventuali ingestioni ben difficilmente potranno provocare delle costipazioni, come invece puo' avvenire con ghiaietto di piu' grossa volumetria o con prodotti igroscopici (con notevole assorbimento di acqua).
Ovviamente, se una t. e' malata e bisogna controllarne l'alimentazione e le feci, sara' meglio fare il suo terrario-infermeria in una scatola rigorosamente di cartone con fondo di carta di giornale (che consente, oltretutto, di verificare la consistenza anche delle urine) 

Sul lato nel quale e' posta la serpentina metto una lampada da 40 w per rettili. 
Non e' una lampada UV ma le mie piccole passano in terrario al massimo due-tre mesi (a seconda degli anni). 
Per il resto dell'anno dispongono di costante presenza di sole.
Il wattaggio della lampadina dipende molto dal terrario e dalla distanza da terra. 
E' bene non superare i 32 gradi a terra sottolampada: temperature superiori sono molto pericolose in caso di rovesciamento.  Occorre anche fare in modo che le tartarughe non possano mai toccare la lampada o avvicinarsi troppo, neanche se fanno "la piramide". 
Se la temp. ambiente e' già abbastanza alta, anche di notte, della serpentina si può fare a meno.
Nel lato senza serpentina metto una tana di dimensione idonea e un quadrotto di legno sul quale appoggio il cibo. 
Nel lato serpentina metto invece il coperchio con l'acqua da bere e le scorze etc etc menzionate prima. 

Varie

 

  Gianguido C.drggcat@infinito.it

Per far svernare le tartarughe che a mio parere non hanno ancora raggiunto un peso sufficiente a consentir loro di rimanere in letargo per quattro mesi, periodo nel quale rimangono in letargo nella zona dove abito, ho costruito un terrario di circa un metro e mezzo per 70 centimetri di larghezza con parete posteriore in legno alta 80 centimetri e anteriore alta circa 25 centimetri e in vetro.
Ho reso impermeabile il fondo con smalto all'acqua, ho ricoperto il fondo con uno strato di polietilene, sopra questo strato va posto uno strato di materiale che deve rispondere a precisi requisiti: esser facilmente pulibile e quindi rimovibile, esser igienico, non esser pericoloso per le T che lo potrebbero ingerire insieme al cibo, non esser polveroso perché potrebbe dare problemi polmonari ed oculari.
Esisto varie "scuole di pensiero", qualcuno suggerisce di usare ghiaietto da cava di fiume a ciotolini arrotondati di almeno due cm di diametro, altri uno strato di scaglie di faggio, altri cartone o carta, comunque non usate terra perché fa polvere ed è poco igienica; periodicamente rimuovere gli escrementi secchi e al bisogno cambiare il materiale di fondo.
Per l'illuminazione mi sono servito di una lampada al neon equivalente da 36 W, abbinata ad una lampada al neon con spettro solare specifica per terrario poste a circa 80 cm dal fondo.
La lampada al neon con spettro solare è una SUN-GLO  24"/58,98 cm 20W per terrari. (costo se mi ricordo bene circa 14.000), va cambiata ogni anno perché si esaurisce.
La lampada per riscaldare una zona del terrario è una ZOO MED Nocturnal Infrared Heat Lamp da 50W (costo 29.000) posizionata in un angolo a circa 40 cm dal fondo; è importante che sia riscaldata bene solo una zona del terrario così le T andranno là per aumentare la loro temperatura poi se ne andranno in giro e ritorneranno a scaldarsi al bisogno.
L'impianto di illuminazione e riscaldamento è comandato da un timer che accende e spegne automaticamente con ciclo giornaliero di 12 ore di luce e 12 di buio.
Durante la notte non c'è illuminazione e riscaldamento perché la temperatura della stanza dove si trova il terrario non scende sotto i 15-16 gradi.  (una differenza di temperatura fra il giorno e la notte è salutare).
Una ciotolina per l'acqua, una cassettina con tetto, in un angolo, con una apertura per andare a dormire la sera ed è tutto fatto.
Dovete fornire alle tartarughe tenute in terrario dei raggi ultravioletti, indispensabili per sintetizzare la vitamina D, tali raggi sono dati esclusivamente  dalle lampade al neon specifiche per terrari (quelle per acquari o quelle per le piante non vanno bene perché hanno altri spettri.
Mettete anche nel terrario un osso di seppia, fornisce calcio.
Metterle al sole dietro un vetro non serve perché il vetro filtra quasi tutti gli ultravioletti necessari.
Non vanno bene le lampade da abbronzatura perché forniscono ultravioletti di un altro spettro.
Sono contrario al letargo imposto a metà inverno alle T che sono in terrario perché le T quando vanno in letargo devono avere l'intestino e lo stomaco vuoto, loro si regolano limitando il cibo all'avvicinarsi del freddo, se all'improvviso le prendiamo e le mettiamo al freddo le cogliamo di sorpresa con l'intestino ancora pieno di cibo che, rallentando il metabolismo e quindi la peristalsi (=movimenti spontanei) dell'intestino, si avrebbe stasi e quindi fermentazione e distensione, molto pericoloso!!!!! .

Furio M.furiom@libero.it

Ecco il mio terrario. Le dimensioni sono cm. 100x60x60. 
E' costruito in multistrato di frassino fondo e soffitto di 2 cm. di spessore e laterali di 1 cm. (costo totale del legno 85.000 L. al Brico')
Per fare la foto ho rimosso il plexiglass sul davanti.
Sul fondo ho messo una lastra di polistirolo da imballi di 1 cm. poi una lastra di alluminio (da 1 mm) sulla quale ho steso un cavetto riscaldante da 50 W (lungo 6 metri). Poi sopra ho messo una seconda lastra di alluminio da 1 mm.
Sul soffitto ci sono 2 lampade Sylvania Reptistar da 18W con riflettori montate su plafoniere per neon ( le lampade costano L.35.000 i riflettori 18.000 cad e le plafoniere 30.000).
Ho montato anche uno spot fatto con una lampadina infrarosso da 50W su portalampade ceramico (si vede sulla destra).
Il sottofondo del terrario e' realizzato con scaglie di faggio (un prodotto che si trova in pacchi da 20 kg e che costa 20.000 L.). 
E' un ottimo sottofondo che assorbe molto, si pulisce facilmente e va cambiato una volta al mese.
Io ho regolato il termostato a 28 gradi e quando nella stanza ci sono 18/20 gradi il cavetto riscaldante lavora al 50%. 
Di notte spengo tutto (dalle 8 di sera alle 6 di mattina). 
Quando farà più freddo lascerò acceso il cavetto. Comunque qui in mansarda la temperatura non scende mai sotto i 12/15 gradi.

Mattia B.   mtbielli@tin.it

L'accortezza da avere è di sistemare il cavetto riscaldante (o una piastra termica) SOTTO al terrario creando un'intercapedine di aria tra l'elemento riscaldante e il fondo (con dei listelli di legno di circa 2 cm ad es.), magari occupando solo metà o due terzi della superficie del terrario, in modo da garantire una temperatura basale sui 28°. 
In un angolo (in corrispondenza della metà in cui c'è sotto la serpentina) metterai poi una lampada ad incandescenza da ca. 60 W per la produzione di calore; così facendo crei un "gradiente termico": sotto la lampada avrai ad es. 36°C e nell'angolo opposto ad es.24° (e tra i due punti di min e max una serie di valori intermedi). In questo modo la tarta può scegliere a che temp. stare.
In una mail di un pò di tempo fa avevo consigliato dei contenitori per animali prodotti da Ferplast; hanno un coperchio parzialmente aperto e sono ottimi per limitare dispersioni di calore e umidità.

Per saperne di più, leggete sul sito http://www.rettili.net/articoli.htm l'articolo"Riscaldamento dei terrari"

 

Piero M.  sulcata@libero.it

Le lampade al neon a raggi uvb sono indispensabili per la crescita delle piccole testuggini.
Come neon ti consiglio quello della ZOOMED, il tipo 5.0 si avvicina più di altri tipi alle radiazioni solari.
Da poco esiste in commercio una lampada ad incandescenza che produce raggi uvb, è prodotta dalla ditta UVH HEAT americana, F E N O M E N A L E!!!!     Fino a 15 volte più potente dei neon zoomed, la qualità dei raggi emessa è eccezionale, oddio unico neo, costa di media 120.000, ma se si considera che un neon zoomed da 18 w costa 50.000 in negozio e ogni sei mesi lo devi cambiare... 
In ogni caso il wattaggio che ti consiglio, è di 18 30 e 36 w, a seconda delle dimensioni del terrario.
Ti compri un portaneon da giardino e lo accendi a non più di 50 cm (altrimenti non serve) per 10 12 ore al giorno. Se vai in un comune negozio di elettrica ti porti a casa per 30.000 lire un bel porta neon con trasformatore per uso casalingo!
Devi abbinare ad una fonte di calore alternativa (no il termosifone!) perchè 20 gradi sono pochini: metti una lampada a infrarossi dela zoomed o simile 100/150w, una parabola se il terrario è aperto e il gioco è fatto.

 

Emma M.   emmager@hotmail.com

Copio di seguito una sintesi di articoli da me raccolti (quelli che ho ritenuti i più esaustivi) nel corso delle mie tante ricerche sulle lampade. Per quanto mi riguarda ho avuto prova di quanto scritto e lo ritengo prezioso e definitivo, ti consiglio di seguire queste indicazioni (come vedi i neon sono decisamente i più consigliati e avrei potuto aggiungere altro materiale) aggiungendo che le tarte hanno bisogno dei neon 5.0, quindi i più forti e che la distanza dagli stessi non deve superare i 35/40 cm altrimenti perdono di efficacia. Auguri

NEON UVB
I rettili da collezione allevati nei terrari sono soggetti ad una serie di patologie molto gravi e debilitanti, che spesso col trascorrere del tempo, si fanno più gravi ed irreversibili, portando alla morte del soggetto.
Si tratta di decalcificazione della parte scheletrica, micro-fratture degli arti e della coda, crescita rallentata ed insufficiente, osteoporosi, rachitismo, vista insufficiente ecc.
Tutto questo è imputabile alla mancanza di esposizione ai raggi solari, indispensabile alla salute di ogni essere vivente, soprattutto in fase di crescita.
I sintomi primari sono: il rammollimento della mandibola del soggetto, la coda si storta, il soggetto giovane fatica nella crescita.
Spesso all'acquisto dell'animale ci sentiamo consigliare l'uso di preparati vitaminici in polvere e di calcio da somministrare al nostro animale. È sicuramente un consiglio da seguire, per evitare le patologie sopra descritte, ma se non utilizziamo delle luci a spettro solare nei terrari, la somministrazione di vitamine e di calcio è inutile poiché l'organismo del nostro rettile non le può assimilare.
Quando si parla di luci indispensabili per allevare i rettili in cattività, si intende l uso di neon ad emissione di raggi u.v.b.
In commercio si trovano diverse marche di neon per rettili, le più affidabili per emissione di uvb sono: repti sun 2.0 zoo med specifico per serpenti, che necessitano una minore irradiazione di uvb; 
Repti sun, iguana ligth 5.0 zoo med specifico per sauri, che necessitano il massimo di irradiazioni di uvb.
Repti star silvania adatto anche lui per sauri, ad un prezzo più accessibile, ma soggetto ad esaurirsi prima.
Neon arcadia sempre per sauri, ad un prezzo tra zoo med e silvania, sta nel mezzo anche come durata ed emissione.
Ricordate che tutti i rettili necessitano di raggi uvb: serpenti, tutti i sauri, iguane, pogone, phisignatus, camaleonti, geki, ecc, tartarughe sia di terra che palustri, anfibi tipo rane, rospi e tritoni ecc.
Ricordatevi di sostituirli, i più economici ogni 7-9 mesi, i più cari ogni 1-1/5 anno, una volta esauriti non servono più a nulla.

 LAMPADE UVA, INFRAROSSI E NOTTURNE
Si chiamano lampade complementari e servono per sopperire ai bisogni di luci, di calore e di luce notturna per osservare gli animali quando serve.
Cominciamo con gli spot ad emissione di raggi uva: è detta lampada complementare e serve per completare lo spettro luminoso del neon, indispensabile, uvb.
Serve anche per riscaldare il terrario di giorno e per creare la così detta zona di basking, una zona che serve per l'esemplare ospitato a termoregolarsi la temperatura corporea.

Spot infra red: serve per scaldare il terrario sia come aiuto alla precedente di giorno, sia per la notte, poiché di notte con questa lampada ad emissione di raggi infra red il terrario può essere scaldato senza che il sonno dell'animale venga disturbato, evitando di creare pericolosi stress. È la lampada che di solito viene termostatata per accendersi solo se necessario in caso di un abbassamento di temperatura.

Le notturne sono lampade ad incandescenza che servono esclusivamente per poter osservare gli animali notturni di notte, che altrimenti se disturbati da una luce bianca interromperebbero le loro funzioni e la nostra osservazione sarebbe impossibile. Si usano, per esempio, per osservare le red eyes frog, ranocchie notturne molto belle di notte.

Queste tre sono le lampade che si usano in terrariofilia per sopperire ai bisogni sopra descritti, ma non sostituiscono in nessun modo il neon uvb indispensabile per l'allevamento di animali in cattività. 
Lampade ad incandescenza per rettili: nessun UVB

Testo: Andrea Venturini, Italian Chameleon Network Ultima revisione: 01/1999

Esistono in commercio lampade ad incandescenza del tipo a bulbo o a spot realizzate appositamente per rettili e anfibi. 
Sulle confezioni di queste lampade e nelle pubblicità che si trovano su cataloghi e riviste di interesse erpetologico, è possibile trovare parole come "full", "spectrum" (a spettro completo di luce), oppure sulle caratteristiche i produttori sostengono che tali lampade aiutano la sintesi della vitamina D3, prevengono problemi metabolici allo scheletro (MBD), aiutano nella formazione delle ossa e delle uova e, in generale, migliorano la salute dei rettili. 
Studi sullo spettro di luce emessa da queste lampade indicano che la distribuzione di energia nelle tre differenti bande di colore non è paragonabile con quella della luce solare e quindi non sono a spettro completo.  
Inoltre l'analisi dello spettro dimostra che ci sono basse quantità di UVA (che non hanno valenza nella sintesi della vitamina D3) e che non ci sono UVB. 
Le lampade ad incandescenza sono le normali lampadine che usiamo normalmente nelle nostre case per l'illuminazione. Funzionano sul principio di un filamento di tungsteno racchiuso in un bulbo di vetro che, riscaldandosi al passaggio della corrente elettrica, diventa incandescente emettendo così luce oltre che calore. 
Cosa rende, quindi, queste lampade "speciali", diverse dalle comuni lampadine?
Di solito il vetro è ricoperto internamente da neodimio, un minerale che ha la proprietà di filtrare la componente di colore giallo dello spettro visibile rendendo più bianca la luce emessa dalla lampada. Queste lampade possono essere utilizzate esclusivamente per fornire calore e luce visibile. 
Per l'esposizione ai raggi UVB, specialmente nella fase della crescita e con animali che non vengono mai messi alla luce non filtrata del sole, è necessario l'impiego di lampade per rettili a tubo fluorescente con emissioni sufficienti alla sintesi di vitamina D3 e comunque con l'aggiunta di integratori di calcio e vitamina D3 alla dieta. 
L'unico vantaggio nell'uso di queste lampade ad incandescenza può essere la miglior resa dei colori degli animali grazie alla luce più bianca, vantaggio che però si paga con un prezzo generalmente molto superiore a quello delle normali lampadine.

Bibliografia

William H. Gehrmann, Ph.D, Bulletin of the Association of Reptile and Amphibian Veterinarians, 1992, ARAV 2(2):5.
Il presente documento può essere distribuito e pubblicato gratuitamente, da privati e associazioni senza scopo di lucro, purché vengano citati i relativi autori.

 

Paolo  debpao@gsmbox.it

Per esperienza personale (anche se con altri animali) ritengo che la segatura non sia un buon materiale, ma vada decisamente meglio il truciolo.
La segatura può causare problemi respiratori e in caso di piccole ferite, si annida dentro la lesione, mentre il truciolo ("ricciolino") no!

 

 Anna  annagoli@tiscalinet.it

Le tarte sono molto sensibili a polveri e pulviscoli creati da materiali secchi, i quali potrebbero procurare un raffreddore simile a quello da raffreddamento, pertanto ti consiglio di mantenere il terrario inumidito con uno spruzzino due volte al giorno e pulito. Come materiale di fondo, alcuni sconsigliano la corteccia di pino e abete perché l'odore e/o probabilmente la polvere che crea, irrita il naso alquanto delicato delle tartarughe. 
Io non ho più problemi di questo tipo da quando mi è stato consigliato il cartone ondulato da imballo, si mantiene pulito e non provoca polveri è facile da sostituire in quanto arrotolandolo velocemente, raccolgo il materiale sporco e lo sbalzo di temperatura è minimo; naturalmente è da sostituire al massimo ogni 15 gg.
E' chiaro che il terriccio sarebbe l'ideale, ma per chi è inesperto, il controllo delle feci, di eventuali parassiti, dell'umidità ecc....diventa più difficile con il rischio di rendere involontariamente difficile anche l'adattamento dei piccoli.