Come costruire un'incubatrice

Per chi vive in un clima non proprio mediterraneo, incubare le uova deposte può rappresentare un valido sistema per:
- incrementare la natalità
- anticipare la schiusa delle uova, così da permettere ai piccoli di nutrirsi a sufficienza per affrontare l'inverno
- determinare il sesso dei nascituri, in funzione della temperatura impostata nell'incubatrice

Ma come costruire in casa un'incubatrice?
Riportiamo a titolo di esempio le istruzioni fornite da alcuni amici della mailing list per costruire  una semplice incubatrice per le uova delle testuggini: 

- incubatrice di Denvis 
- incubatrice di Anna e Corrado  
- incubatrice di Anna E.
- incubatrice di Sergio
- incubatrice di Diego
- incubatrice di Paolo
- incubatrice di Renzo
- incubatrice di Gianguido
- incubatrice di Alessandro

Denvis  denvis@inwind.it

Premessa:

Premetto che io non ho inventato nulla di nuovo, mi sono solo adattato con i materiali che avevo sfruttando gli altri esempi che ho trovato nel sito.

Materiali:

 

Contenitore:

Come precisato questa incubatrice l'ho costruita utilizzando per la maggior parte materiali che avevo a casa, infatti per il contenitore ho utilizzato una "cassa dello stereo". Dopo averla opportunamente svuotata di tutto il suo contenuto, l'ho distesa per il lato degli altoparlanti, ed ho utilizzato il pannello di chiusura del retro della cassa come coperchio dell'incubartrice.
Poi ho creato una finestrella fissa con una piccola lastra di vetro per monitorare l'incubazione dall'esterno, ed ho forato i lati corti dell'incubatrice con tre fori per lato per garantire un'aerazione sufficiente.
Infine ho rivestito completamente l'interno con un pannello di polistirolo per dare un isolamento termico adeguato.

Interno:

All'interno viene posta una vaschetta di plastica con dell'acqua, nella quale viene inserito il termoriscaldatore per acquari e l'altra vaschetta (più piccola) che conterrà le uova posate su un letto di sabbia (che consentirà alle uova di non cambiare posizione).
La seconda vaschetta dovrà essere rialzata dal fondo per consentire l'alloggiamento del termoriscaldatore, io mi sono arrangiato ritagliando dei bicchieri di plastica.
Sopra il tutto va messo un coperchio inclinato per evitare che la condensa cada sopra le uova, sul retro l'ho appoggiato sul bordo della scatola più grande, mentre davanti per rialzarlo ho utilizzato delle mollette per la biancheria.


Sezione


Sul retro della scatola viene fatto un altro foro per consentire il passaggio del tubicino di gomma che andrà a finire nella vaschetta dell'acqua. Nella parte opposta del tubicino viene applicato il piccolo imbuto. Questo sistema consentirà di reintegrare l'acqua evaporata senza aprire il coperchio dell'incubatrice.
All'interno viene poi posto un termometro ed un igrometro per settare il termoriscaldatore in modo ottenere temperatura ed umidità desiderate, e per un adeguato monitoraggio dell'incubazione.

 

Vista frontale
Particolare dell'interno

A questo punto il lavoro è concluso e come si vede dalle foto sembrerebbe pure un'incubatrice seria(finche nessuno si accorge che era un a cassa dello stereo), ora basta solo metterci le uova, peccato che quest'anno le mie tarte hanno deciso DI NON FARLE!!!
Comunque per aiutare chiunque abbia voglia di intraprendere la mia impresa ho preparato pure dei disegni esemplicativi in formato .pdf:

 

Anna e Corrado  tartarughe@libero.it

Contenitore

Per realizzare il contenitore, che ha la necessità di essere isolato termicamente, abbiamo utilizzato un vecchio frigorifero da campeggio a cui abbiamo apportato alcune modifiche.

Abbiamo costruito un coperchio interno in plexiglas con la funzione di consentire l'ispezione delle uova senza abbassare in modo significativo la temperatura all'interno della camera.
Per evitare carenze di ossigeno è comunque necessario aprire il coperchio una volta al giorno.
Quindi abbiamo realizzato i supporti a cui  appoggiare il radiatore e la relativa ventola.
Infine abbiamo realizzato i fori nelle pareti che permettono il passaggio dei cavi elettrici.

Sul fondo dell'incubatrice è presente uno strato di sabbia e torba che permette di mantenere in posizione stabile le uova.

Riscaldatore

Per il riscaldamento interno dell'incubatrice abbiamo scelto la ventilazione forzata con aria calda.
Avremmo potuto utilizzare un cavo riscaldante posto sotto la sabbia e attorno alle pareti, ma a nostro avviso riscaldare per mezzo dell'aria consente una maggior uniformità della temperatura nei vari punti della camera.

Per realizzare l'elemento riscaldante abbiamo applicato una resistenza da 50 W - 220 V ad un dissipatore in alluminio a cui abbiamo fissato una ventola a 12 V del tipo utilizzato per raffreddare i processori Pentium.
Il montaggio orizzontale del dissipatore evita che il flusso di aria riscaldata investa direttamente le uova.
Sconsigliamo di utilizzare, in sostituzione della resistenza da 50 W, una lampadina di pari potenza in quanto per lo sviluppo dell'embrione è forse meglio il buio.

Termostato

Il componente più importante dell'apparecchiatura è il termostato in quanto è il dispositivo che deve controllare e mantenere le condizioni ottimali per la schiusa delle uova.
Quello che abbiamo ritenuto idoneo per questa applicazione è di tipo proporzionale (non è di tipo On-Off) con controllo elettronico della temperatura in quanto permette di impostare con discreta precisione la temperatura desiderata e limita al minimo l'escursione termica.
Si sconsiglia di utilizzare un comune termostato elettromeccanico installato normalmente negli appartamenti in quanto hanno una escursione di parecchi decimi di °C.
Con il termostato da noi realizzato la temperatura, una volta stabilizzata, oscilla di +/- 0,2°C rispetto al valore impostato.
Altri schemi per autocostruirsi un termostato possono essere trovati sia in rete che sulle riviste di elettronica.


Veduta aerea

Particolare dell'elemento riscaldante

 

Anna E.: ab.stef@tiscalinet.it

Descrivo come costruire un'incubatrice alla svelta con materiale di recupero e/o facilmente reperibile in qualunque supermercato o negozio di animali. 

Materiale 

Occorre procurarsi:
- una vasca per pesci in plastica, la più economica che puoi trovare. E' meglio se trasparente,  va bene comunque una qualunque vasca o bacinella di plastica (per le misure vedi appresso). La vasca deve essere lunga almeno quanto il termostato riscaldatore
- un riscaldatore/termostato per immersione ad acqua (sempre per pesci) da 50W
- 2 vasetti di plastica per piante
- 1 contenitore di plastica (tipo carne supermercato)
- un poco di sabbia- una lastra di plexiglass
- un po' di pellicola trasparente tipo cuki
- della gomma piuma 
- un termometro minima massima con sonda.

Come costruire l'incubatrice

Si pone il riscaldatore termostato sul fondo della vasca in posizione orizzontale e lo si copre con acqua (meglio se distillata ma va bene anche quella del rubinetto), in modo che sopra il riscaldatore siano presenti circa 3 cm  di acqua.
Si mettono quindi nella vasca  due vasetti di plastica per le piante a testa in giù (parte larga in basso), in modo che possano fungere da sostegno della vaschetta delle uova. 
I vasetti devono emergere di almeno 2-3 cm al di sopra del pelo dell'acqua.
In un contenitore (plastica- polistirolo tipo carne supermercato) si mette un po' di sabbia; nella sabbia  si fanno degli incavi, in modo da potervi porre le uova, senza che queste si rovescino. 
In mezzo alle uova si appoggia la sonda del termometro minima - massima per controllare la temperatura. Il termometro sta fuori, la sonda  fra le uova.
Si appoggia il contenitore  sui vasetti delle piante cercando di fare in modo che sia stabile.
Adesso serve un pezzo di plexiglass per raccogliere l'acqua della condensa ed evitare che cada sulle uova. 
Lo si mette di traverso - da un lato appoggia sulla vasca e fuoriesce, dall'altro su un supporto (io uso un barattolo di vetro stretto e lungo) appoggiato nella vasca. L'importante e' che il lato basso del plexiglass sia più alto delle uova. 
Se si trova un pezzo di plexiglass di almeno 4 mm di spessore e' meglio, perché flette meno con il calore).
Si copre metà della vasca con un pezzo di pellicola trasparente tipo cuki e si si appoggia un pezzo di gomma piuma per trattenere il calore. 
Si avvolge tutta la vasca con gomma piuma (sempre per il calore - l'enel picchia!!)


Le uova sono sopra la sabbia (più che altro la sabbia serve a non farle rotolare). 
Il filo bianco e' la sondina del termometro minima massima. Il filo nero quello del riscaldatore. 
Il barattolo di vetro mi serve per appoggiare il plexiglass di traverso. 
Un termometro in più per il riscontro della temperatura non guasta.


Il tutto sta in una vasca di plastica. Si intuisce il riscaldatore sotto (quella ombra nera orizzontale in basso), il barattolo di vetro sulla sinistra - più luminoso, la lastra di plexiglass di traverso. 
Il plexiglass e' più stretto della vasca di circa 2 cm e consente l'arieggiamento. 
Lo scotch orizzontale in basso sulla vaschetta mi avverte quando devo aggiungere l'acqua nella vasca acqua.
Qui il contenitore uova e' dentro una reticella (alone rosso).  Una pellicola tipo cuki copre una parte della sommità della vasca  (circa metà). 
Il contenitore uova appoggia su due vasi di plastica per le piante.

La vasca  e' avvolta in resina espansa (gommapiuma). 
E da quest'anno il tutto sta dentro un altro contenitore di plastica il cui coperchio e' tenuto sempre abbondantemente spiragliato. 
L'imbuto ha un pezzo di pompa per aggiungere acqua; poi c'e' il termometro di minima massima (quello della sonda) ed infine i due inutilissimi igrometri che non metto più dentro.

Sergio  simon-europa@libero.it

Per prima cosa mi sono procurato una teca in vetro (di quelle usate come terrario per iguana, camaleonti, lucertoloni in genere), con vetri scorrevoli sul davanti, dimensioni 60 cm. larghezza, 50 cm. profondità e 40 cm. altezza, l'ho trovata usata in un negozio d'animali, costo £. 100.000.
Per il riscaldamento ho usato una vaschetta in policarbonato di quelle per alimenti (l'ho rubata a mia moglie) con coperchio, della misura di 30 cm profondità, 10 cm altezza e 8 cm larghezza, piena d'acqua distillata per evitare le incrostazioni.
Immerso nell'acqua ho posto un termostato da acquario da 100 watt, è un vecchio modello della Rena che mi consente di alzare la temperatura a mio piacimento.
Il coperchio del contenitore deve essere bucato per poter ottenere l'umidità giusta, nel mio caso 80%, ho continuato per tentativi a fare fori fino al raggiungimento di questo dato. 
Anche la temperatura dell'aria interna va trovata per tentativi facendo piano piano alzare la temperatura dell'acqua fino a raggiungere a quella dell'aria stessa i 32 gradi circa, naturalmente quella dell'acqua sarà notevolmente più alta, e questo serve per creare appunto l'umidità. 
La vaschetta con l'acqua calda va messa su un fianco della teca, e nella parte rimanente le vaschette con le uova. 
Un problema che mi è sorto è stato quello della non omogeneità della temperatura dell'aria all'interno della teca, in quanto vicino alla vaschetta c'era una temperatura più elevata e lontano dalla vaschetta in vece c'erano almeno 3 gradi in meno. Questo problema l'ho risolto con una ventolina elettrica che viene usata nei computer per raffreddarli: l'ho collocata con un biadesivo sulla parete vicino alla vaschetta e questa tenendo l'aria leggermente in movimento, mi tiene omogenea la temperatura. Costo della ventolina £. 14.000 + il costo del trasformatore, ma quello magari ce l'hai già in casa, sono i soliti che si usano anche per le calcolatrici ecc. 
Cosa importante è sempre controllare il livello dell'acqua nella vaschetta che evapora in fretta e non bisogna assolutamente che il termostato rimanga fuori dall'acqua. 
Io mi sono trovato molto bene in quanto con i vetri sul davanti potevo controllare tutti i giorni (confesso durante le nascite anche cinque volte al giorno) le uova senza aprire l'incubatrice e quindi mantenendo sempre la temperatura costante. Penso che la stessa incubatrice si possa fare anche con un acquario vecchio (se non trovi la teca), e solo un po' più scomodo perché si apre dall'alto.


Veduta frontale e globale


Particolare delle uova nelle vaschette 


Particolare della vaschetta con l'acqua riscaldata con coperchio forato per creare umidità e con il tubicino collegato all'esterno dell'incubatrice con un piccolo imbuto per il ripristino dell'acqua evaporata

Le ventole per far circolare l'aria
         
Particolare dei termometri e degli igrometri, io tengo la temperatura a 32-33° e l'umidità ad 80° anche se nelle foto è meno in quanto per scattare ho dovuto aprire il vetro ed un po' di umidità è uscita.

 

Diego: ddellanna@tin.it

Descrizione generale

Su una base di multistrato di 15 mm di spessore abbiamo posizionato un frigo portatile da campeggio e un piccolo armadietto in metallo che contiene le apparecchiature. 
All'interno del frigo sotto 30 mm il bordo di chiusura, abbiamo incollato una guarnizione a sezione quadra da 10 x 10 mm che sostiene un coperchio in plexiglas per l'ispezione delle uova. 
Sotto il coperchio a 20 mm di distanza abbiamo applicato una ventola e sotto di essa un dissipatore di calore con incorporata una resistenza del tipo a candela da 25W (diametro da 7.5 mm lunga 60 mm ), quest'ultima è inserita in un foro al centro del corpo del diffusore in senso perpendicolare. La ventola aspira verso il coperchio. 
Per l'umidità abbiamo posto sul fondo del frigo un contenitore in plastica pieno d'acqua provvisto di forellini sul coperchio ( la quantità di fori determina l'umidità desiderata che noi abbiamo tenuto intorno al 90 %). 
Sul fondo del frigo abbiamo messo 20 mm di sabbia fine mista a torba setacciata che fanno da letto alle uova .

Controllo della temperatura

L'armadio di controllo contiene un termoregolatore tipo GEFRAN 1600 che controlla un relè statico tipo OMRON- G 3PA-220B-VD che regola la resistenza di riscaldamento. 
La taratura del termoregolatore è molto importante, deve essere eseguita con un termometro campione con precisione di +/- 0.1 C° 
A 30 mm dal fondo , quindi a 10mm dal letto di sabbia , (al centro del frigo) abbiamo messo una termoresistenza PT 100 che rileva la temperatura interna che noi abbiamo tenuto a 31.5 °C +/ - 0.2.

Vedi lo schema elettrico per il collegamento delle apparecchiature.


Si vede il frigo da campeggio e l'armadio in metallo appoggiati su un pannello di multistrato di 15 mm di spessore; al pannello sono state applicate quattro maniglie in metallo per spostare tutto il complesso. Attraverso il coperchio del frigo passa un po' di luce; per tenere le uova al buio completo abbiamo incappucciato il coperchio con un panno nero elasticizzato sul bordo.


Si vede il termoregolatore tipo GEFRAN 1600 con il valore della temperatura impostata (in basso) e quella rilevata all'interno dell'incubatrice (in alto) 
Il quadro bianco è l'interruttore generale. 
Sul lato alto dell'armadietto e sul lato frontale del frigo vi sono due fori corrispondenti muniti di pressa cavi per il passaggio dei cavi di collegamento di : resistenza , ventola, termoresistenza , e portalampade con lampada da 25W di colore blu, da utilizzare provvisoriamente in caso di rottura della resistenza.
Quella macchia nera (sotto a sinistra dell'interruttore generale) è la serratura dell'armadietto , la chiave è legata con la catenella alla maniglia.


Si vede la guarnizione in gomma a sezione quadra 10x10 mm incollata sui lati ed avvitata sugli angoli a 30 mm dal bordo di chiusura e serve a sostenere il coperchio in plexiglas per l'ispezione delle uova. 
Sul coperchio sono applicati due profilati di alluminio ad " U " da 15x15x 50mm di lunghezza che servono da maniglie. 
Sotto il coperchio sono applicati due profilati di alluminio ad " U " da 15x15x260 mm di lunghezza per il sostegno della ventola e del diffusore di calore.


All'interno dell'incubatrice si vede: 
- in mezzo alle uova la sonda (termoresistenza PT 100) che rileva la temperatura interna. 
- il contenitore in plastica di colore verde, riempito d'acqua per l'umidità con il coperchio forato (la foratura determina la % di umidità ) 
- un termometro-igrometro per rilevare temperatura e umidità (sulla parete stretta) 
- un igrometro digitale (sulla parete larga) 
- un porta lampada di colore nero 
- parte del diffusore di calore (in basso a destra)


Partendo dall'alto si vedono:
 - coperchio in plexiglas 
- profilati in alluminio (con foratura centrale per un migliore circolo dell'aria) 
- distanziatori da 10 mm per applicazione ventola 
- ventola del tipo utilizzata per raffreddare gli alimentatori dei computer a 12 V 
- diffusore di calore in alluminio da applicare sotto la ventola alla distanza di 20 mm


Si vede la presa di corrente con il trasformatore che alimenta la ventola e il cavo bianco per l'alimentazione generale a 220 V

Abbiamo costruito un piccolo terrario per interni , che attualmente è occupato da sei piccole tarta nate lo scorso anno e per adesso godono di ottima salute , se qualcuno ha bisogno di informazioni per quanto riguarda i materiali utilizzati per la costruzione si faccia sentire.

 

Paolo: tartapao@virgilio.it

Ingredienti:

1) Un vecchio frigo portatile da campeggio
2) Un termostato con sonda da 220 Volt.
3) Un trasformatore da 220 a 12 Volt
4) Un raddrizzatore 12 Volt 
3) Una ventolina (ho usato quella di raffreddamento dei processori Pentium dei PC che funziona a 12 Volt in corrente continua o raddrizzata).
4) Due resistenze da 20 ohm in ceramica in corrente alternata e tensione di 12 Volt.
5) Una piastra di plexigas trasparente.
6) un pò di sabbia ed un contenitore per l'acqua che serve solamente per umidificare l'ambiente.

Tutta la parte elettrica inserita nell'incubatrice funziona in bassa tensione (12 Volt).
Tutto il materiale elettrico è stato recuperato al costo di 0 € in un'azienda che produce forni per il pane.

Utilizzo e principio di funzionamento:

Mettere 2-3 cm di sabbia sul fondo del frigo.
Appoggiare sul fondo il contenitore per l'acqua, va benissimo un sottovaso piccolo.
Appoggiare le uova sulla sabbia oppure coprirle leggermente.
Sul coperchio di plexiglas fare un piccolo foro per il passaggio della sonda, la cui parte finale deve appoggiare alla sabbia per rilevarne la temperatura.
Sullo stesso coperchio applicare la ventolina e le 2 resistenze ad una distanza di circa un cm dalla ventolina stessa.
Impostare sul termostato la temperatura voluta (32°per favorire la nascita di femmine) ed il gioco è fatto.
Se la temperatura scende sotto i 32° il termostato attiva le resistenze e la ventolina che, inviando aria contro le resistenze, riscalda tutto l'ambiente in maniera uniforme.

L'incubatrice è stata costruita nel 2001 ed è stata testata solo l'anno scorso
Risultato: su 5 uova ho avuto una nascita (4 non erano fecondate).


Sono visibili tutti i materiali utilizzati:
a) il frigo portatile,
b) uno scatolotto grigio all'interno del quale sono stati inseriti il termostato, il trasformatore ed il raddrizzatore.
c) In ingresso, il cavo di alimentazione grigio scuro da 220V.
d) In uscita, la sonda del termostato (grigio scuro), il cavo di collegamento ventolina (rosso), il cavo di collegamento resistenze ceramiche (grigio chiaro)
e) La ventolina e le resistenze già applicate alla piastra in plexiglas

Tutta la parte elettrica.

Dettaglio della ventolina con le resistenze poste anteriormente.

L'incubatrice in funzione.

 

Renzo renzogiani@virgilio.it

Ho voluto costruire una incubatrice per controllare direttamente la schiusa. 
L'incubatrice è stata costruita utilizzando un vecchio forno microonde, il riscaldamento viene fatto con una resistenza a filo rivestita in silicone da 40W, la ventilazione con una ventola da computer da 12 Volt, la temperatura è controllata da un termostato elettronico digitale con tolleranza di 0,5 gradi centigradi.

 

Gianguidodrggcat@infinito.it

Il sistema di incubazione più semplice, per chi ne ha la possibilità è il sistema della caldaia.
E' necessario che la caldaia, a gasolio,  sia sempre in funzione per la produzione di acqua calda. 
Innanzi tutto si misura la temperatura in locale caldaia, in vari punti tramite un termometro il più preciso possibile.
Nel mio caso le temperature più costanti si raggiungono sopra la caldaia, isolando il contenitore con un pannello di legno da 2 centimetri.

La temperatura di incubazione è importante per determinare il sesso delle nasciture, dovrebbero essere: 28-30° per nascere maschi, 30° metà e metà, 32° per far nascere femmine (io cerco sempre di far nascere femmine).  Non superare, comunque 34°.

Una bella scatola di legno con tanta sabbia pulita (meglio ancora sterilizzata stando in forno a 200 gradi per due ore),  e dentro le uova (ricoperte da circa un cm si sabbia), termometro di precisione (tipo termometri per bagni di sviluppo fotografici) messo nella sabbia mi dice la temperatura, per regolare se è troppo caldo o troppo freddo, apro o chiudo le prese d'aria del locale caldaia o metto polistirolo sotto la scatola (che sta proprio sopra la caldaia).
Così ho una incubatrice di 8 metri quadri!!!!

Per l'umidità una volta al giorno spruzzo la sabbia con uno spruzzatore a pressione di quelli per bagnare le piante in casa (ma anche lo spruzzatore del Vetril o simili, pulito, va benissimo) tenuto anch'esso in locale caldaia per non spruzzare acqua fredda.

Devo dire che ho contagiato con questo metodo anche altri appassionati della zona ai quali non era mai nata nessuna T con il metodo naturale, un amico con due femmine di THB ha avuto 26 schiuse su 28 uova!!, un altro 6 su 6...
Miei risultati: 1° anno 3 T nate su 4 Uova, 2° anno 4 su 5.  (in tutti e due i casi di morte le T erano ancora nel guscio e formate ma non sono riuscite ad uscire, avevano fatto solo qualche buchino). 

 

Alessandroalessandromagnate@virgilio.it

Precisiamo che io non ho inventato nulla, ma ho preso spunto dalla rivista "il mio acquario" (essendo fra l'altro anche appassionato di acquari). 

Materiali occorrenti

- Contenitore plastica lungo circa 30 cm con coperchio (vanno bene quei contenitori "ermetici" che si usano per mettere di solito insalate di riso quando si va a fare un pic-nic)
- Una scatola di ferrero rocher, o meglio solo la parte di sotto, (sarebbe quella che contiene effettivamente i cioccolatini)
- Quattro tappi di sughero, i comuni tappi delle bottiglie di vino, preferibilmente della stessa altezza, altrimenti li adegui tu
- Termoriscaldatore per acquari va benissimo uno da 35-50w, cioè un apparecchio che raggiunga tranquillamente i 30°C
- Ghiaietto per acquari quanto basta per riempire la scatola dei ferrero-rocher
- Termometro
- Apparecchio per controllare l'umidità.

Realizzazione

Per prima cosa si incollano con super attack i quattro tappetti di sughero alla base della scatola di plastica dei ferrero-rocher (ai quattro estremi), facendo attenzione che ci si possa infilare il termoriscaldatore sotto alla scatola, tra i tappi di sughero!!!!! Dopodiché il gioco è fatto!!!!
Dunque, si prende il contenitore più grande, ci si mette dentro il termoriscaldatore (steso completamente, ecco perché serve uno di resistenza piccola, perché essendo di dimensioni ridotte entrano più facilmente all'interno del contenitore) e sopra si pone la scatola ferrero-rocher.
Dentro la scatola dei ferrero-rocher si mette il ghiaietto e ci si poggiano le uova, incavando leggermente. A fianco delle uova si mettono il termometro e l'apparecchio per la rilevazione dell'umidità.
In conclusione si mette dell'acqua dentro il contenitore più grande, fino a raggiungere la plastica del contenitore dei ferrero-rocher. Dopo ciò si mette il coperchio della scatola più grande e lo si appoggia su uno spessore; cioè fai come se stessi per chiuderlo ermeticamente, ma a un lato metti un altro tappo di sughero, io ho usato un tappo dello spumante, in modo da tenere appoggiato il coperchio in obliquo, cosicché la condensa dell'acqua non ricada sulle uova.
Tale processo si potrebbe ribattezzare "INCUBATRICE BAGNO MARIA" e sappi che su tre uova messeci dentro tutte e tre si sono schiuse!!!!!

 

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